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Gaeta: riapertura della Terra Santa

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Nella memoria di S. Domenico di Guzman, l’Arcivescovo, come ormai è  tradizione, invita tutti i fedeli, in particolare coloro che portano il nome Domenico/a, nella monumentale Chiesa di S. Domenico , sita in via Aragonese, ad un momento di preghiera comunitaria perchè il Sinodo Diocesano sia per tutti noi una “nuova primavera” come lo fu per la Chiesa universale il Concilio Ecumenico Vaticano II. “Sia di incoraggiamento per  tutta la Comunità  Diocesana  affinché i cristiani  affermino con gioia, nelle parole e nella testimonianza di vita, la propria appartenenza a Cristo Signore”.

 

MERCOLEDÌ 8 AGOSTO 2012
S. DOMENICO DI GUZMAN
C H I E S A   D E L  S S.  R O S A R I O
Ore  17,45 Recita comunitaria del Rosario
Ore  18,20 Breve Processione per accompagnare la Statua del Santo
in S. Domenico
C H I E S A   D I   S. D O M E N I C O
Ore 18,30 Solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta dal nostro
Arcivescovo S. Ecc. Mons. Fabio Bernardo D’Onorio
I canti  saranno eseguiti dal Coro della Cattedrale.
Ore 19,45 Riapertura della Cappella delle sepolture detta “Terra Santa” adiacente la chiesa di S. Domenico (anno 1747).
Gaeta 20 luglio 2012
Il Priore Il Parroco
Sig. Renato Satriano Mons. Giuseppe Sparagna
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Pubblicazione: La Terra Santa di San Domenico
In occasione dell’apertura al pubblico della Terra Santa, viene proposto un fascicolo di 40 pagine con alcune note relative alla storia della cappella funeraria, pubblicando per la prima volta una serie di documenti d’archivio. La pubblicazione è stata curata dall’Associazione Amici di Gaeta e dalla Confraternita del SS. Rosario.
Per l’occasione l’Arcivescovo di Gaeta scrive:
“Una occasione importante e storica e nello stesso tempo una emozione, che tocca l’uomo nelle fibre più intime, come la vita e la morte, ci vengono offerte dalla riapertura della Cappella cimiteriale, destinata alla sepoltura dei “fratelli” e “sorelle” dell’antica Confraternita del santo Rosario, che ha come luogo di culto la omonima e artistica Cappella. […] Per tutto questo sento obblighi di gratitudine a quanti nei secoli passati sono appartenuti alla Confraternita, eretta canonicamente nel 1607, vi hanno religiosamente militato attraverso la devozione del Rosario, recitato ogni giorno, e ci hanno lasciato questa “Terra Santa”. Un grazie particolare al Priore Renato Satriano, che con amore e dedizione, ha diretto la Confraternita e il restauro - riapertura della Cappella: il culto dei morti e la loro degna sepoltura è segno di alta civiltà. Grazie sentito vada a Lupo Rocco per la generosità e devozione dimostrate a questo luogo di culto, caro a tanti Gaetani. Un grazie di cuore, a nome anche di questa Chiesa, a Lino Sorabella e a Damiano Iannitti per l’amore che portano a Gaeta, ai suoi monumenti e ai cimeli d’arte”.
Anche il sindaco di Gaeta esprime soddisfazione per l’iniziativa:
“Rappresenta per me un onore incommensurabile prendere parte alla riapertura della Cappella della Terra Santa di San Domenico, un ambiente unico nel suo genere che la Confraternita del SS. Rosario ha saputo preservare ed oggi restituire alla città come parte integrante del patrimonio storico-artistico e religioso.
Questo sito, ormai chiuso e dimenticato da quasi un secolo, può essere oggi finalmente annoverato tra i monumenti più interessanti sia per la storia della nostra Città, sia per il valore religioso che la Cappella detiene come luogo di sepoltura della Congregazione del SS. Rosario. Edificato nel 1747, esso mantiene ancora oggi un fascino particolare per la riflessione intima che sprona in tutti coloro che lo visiteranno.
Mi preme ringraziare calorosamente l’Arcivescovo di Gaeta Mons. Fabio Bernardo D’Onorio che dimostra in tutte le sue iniziative l’amore e la passione per la valorizzazione storica e artistica del patrimonio della Città di Gaeta, oltre a mantenere sempre viva la fede e la devozione dei Cittadini; e la Confraternita del SS. Rosario che ci ha restituito questo prezioso.
Vorrei anche esprimere la mia gratitudine all’Associazione Amici di Gaeta Città d’Arte che ha sposato la causa della rivitalizzazione e valorizzazione delle Chiese e dei monumenti di Gaeta, la Ditta Lupo Rocco che ha offerto alcuni lavori di ristrutturazione  e la Cooperativa Agrigarden che ha collaborato all’allestimento.
Auguro, quindi, a tutti i Cittadini di partecipare all’evento della riapertura e di comprendere l’importanza spirituale e culturale del luogo”.
L’entusiasmo del delegato alla cultura, Sabina Mitrano:
“Il primo e più importante aspetto che questa Amministrazione intende curare all’interno delle attività e delle manifestazioni culturali consiste nella nuova valorizzazione e fruizione del ricco - e potremo dire unico - patrimonio storico e artistico di Gaeta, delle Chiese e dei monumenti che una storia ultra millenaria ha lasciato in eredità alla Città. Per questa ragione il primo atto compiuto in accordo con volenterose e preziose Associazioni è stato il progetto “I Tesori dell’arte”, un programma di aperture di tutti i monumenti di Gaeta Medievale, accompagnato da letture di poesie  e diverse manifestazioni.
All’interno di questo nuovo indirizzo rientra anche l’apertura e restituzione alla Città della Cappella della Terra Santa, luogo di sepoltura dei membri della Confraternita del SS. Rosario, un luogo dal fascino unico e dalla storia centenaria. La Cappella ha un importante significato sotto diversi aspetti, primo fra tutti il suo legame con la Confraternita del SS. Rosario, che a Gaeta esiste sin dal 4 settembre 1607, come dimostra la bolla di erezione canonica di Fra Ludovico Istella, Padre Generale dei Domenicani”.
Il Priore della Confraternita, Renato Satriano scrive nella sua prefazione:
“Nel 1962 il Rev. Don Lidio Borgese, nella prefazione allo Statuto della Confraternita del Rosario così scriveva: ‹‹Grande interesse ebbe la Congrega di comprare le sepolture dove dovevano dormire il sonno di morte i Fratelli e Sorelle ad essa appartenenti. Interesse inculcato dai PP. Domenicani  stessi che special cura hanno di suffragare le anime dei trapassati come dei loro resti mortali, tanto che fu coniato il detto “Chi vuol stare bene dopo la morte si deve fare domenicano” ››.
Circa 34 anni fa fui nominato Segretario della Confraternita, e sin da allora ho sentito forte il desiderio di riaprire la Cappella delle antiche sepolture detta “Terra Santa” al pubblico. Unica nel suo genere in tutta la nostra  Provincia, chiusa da anni per scarse risorse economiche. Oggi che ricopro la carica di Priore ho finalmente l’alto onore di tagliare il nastro della riapertura. Ho bussato a molte porte ottenendo sempre delle vaghe promesse, non mi sono mai arreso, e la mia insistenza ci ha portato oggi a beneficiare del sito dopo sessanta anni di abbandono e di uso improprio.
Gli abitanti del quartiere di S. Erasmo, specie quelli della parte alta, hanno sempre considerato la Cappella parte integrante del loro vivere, molti  nella loro giovinezza l’hanno visitata, e tanti si ricordano di una bimba imbalsamata a cui la madre, durante l’anno, cambiava i vestitini. Le scritte  sulle pareti della Cappella ricordano queste visite, quelle dei soldati di ronda i quali si soffermavano a riposare qualche minuto, e quelle di tutti gli altri cittadini gaetani che hanno consegnato ai posteri  i segni del proprio passaggio. Penso che questo sito vada ad arricchire il patrimonio artistico di Gaeta e contribuisca a far conoscere la storia della Confraternita del Rosario che opera  in  questa città da 400 anni.
Ringrazio la Ditta Lupo Rocco che ha preso a cuore il progetto di riapertura provvedendo gratuitamente  alla sistemazione ed alla messa in sicurezza dello spazio antistante la Cappella, gli amici Damiano Iannitti e Lino Sorabella che mi hanno sempre sostenuto in questi anni ed hanno provveduto alla realizzazione del fascicolo illustrativo, esaustivo  per quanti vogliono conoscere la storia della Cappella nata nel 1747 e giunta fino a noi.
Un ringraziamento particolare all’Arcivescovo Mons. Fabio Bernardo D’Onorio  ed al Sindaco dott. Cosmo Mitrano,  il quale,  anche se da pochi giorni insediato nella sua carica, non ha fatto mancare il contributo dell’Amministrazione Comunale facendo sistemare lo spazio adiacente l’ingresso della Cappella, anche questo da molti anni in abbandono.
La Chiesa di S. Domenico e questa Cappella delle sepolture, in uso fino al 1850 quando si realizzò il Cimitero comunale, ci parlano ancora oggi dei Padri Domenicani che rappresentavano un ricco patrimonio di cultura e fede, e che facevano del nostro Monastero uno dei più importanti d’Italia.
Il nostro compito è quello di tramandare alle nuove generazioni la storia gloriosa della nostra città, facendo nascere in loro il desiderio di custodire gelosamente quei monumenti che hanno fatto grande la nostra città”.


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Last Updated ( Tuesday, 14 August 2012 09:21 )  

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