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CARLO DI BORBONE IN SOCCORSO DELLE CITTA’ TERREMOTATE

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La storia di questo articolo sembrerebbe essere già insita nel titolo. Una storia di attualità legata agli eventi sismici che hanno interessato e sconvolto il Centro Italia. Queste informazioni sono in parte corrette, parliamo del reatino e dei suoi catastrofici eventi sismici ma la storia che sto raccontando risale a tre secoli fa.

Re Carlo di Borbone, acquisì i territori Farnesiani e Medicei per eredità materna e, a differenza di Parma, Piacenza e Toscana, li conservò in capo alla Sua Corona.

In questo territorio trovò ancora evidenti i segni di un devastante terremoto avvenuto trent’anni prima della sua incoronazione. Nel 1703 infatti avvenne quello che fu da allora chiamato “il Grande terremoto”.  Questo si manifestò attraverso un insieme di eventi sismici verificatisi durante gli anni 1702/1703 nell'alta Valle dell'Aterno e nell'intera parte settentrionale dell'Abruzzo Ulteriore Secondo (che oggi corrisponde alle province dell'Aquila e a parte di quella di Rieti).

La sequenza di terremoti di quegli anni rappresenta uno dei più grandi disastri sismici per estensione geografica ed entità delle distribuzioni; in pochi mesi vennero registrate almeno cinque scosse di intensità superiore al VII grado della Scala Mercalli, di cui due distruttive, l'ultima delle quali colpì L'Aquila. Scrisse il Marchese Marco Garofalo della Rocca in una lettera al Viceré di Napoli “ La città dell'Aquila fu, non è; le case sono unite in mucchi di pietra, li remasti edifici non caduti stanno cadenti. Non so altro che posso dire di più per accreditare una città rovinata ». La descrizione sembra perfettamente ricalcare il disastro che in questi mesi riviviamo in questi stessi  luoghi.

Dopo alcune settimane di quiete, il 14 gennaio 1703 venne registrato un nuovo violentissimo terremoto. Il sisma, che si stima abbia avuto una potenza pari al XI° grado della Scala Mercalli, fu, per intensità, il maggiore tra gli eventi dello sciame sismico. Il forte terremoto  interessò le stesse città che oggi di nuovo vediamo rase al suolo dopo trecento anni: Montereale, Sant'Angelo, Pianezza, Collesecco, Viesci, San Clemente, Piedelpoggio e Vallimpuni, Terzone, il palazzo dei Priori, Accumoli, Amatrice, Antrodoco, Cascia, Cittareale, Rivodutri, Norcia e la città di Borbona che da quel momento cessò di esistere.

Il nome di questa città  - BORBONA - sembra già avere in se una storia, un appartenenza, un destino legato alla casata Duosiciliana dei Borbone di Napoli. Il toponimo è invero molto più antico. Il nome Borbona per alcuni deriva dal colle Borbona, per altri evoca Macchialonesi il condottiero del popolo che edificò l’omonimo castello in zona; potrebbe però derivare dal latino “bordo” ovvero fango.

Con questi presupposti il nuovo Re Carlo di Borbone prese sotto la sua Corona dei territori malamente ricostruiti, senza guida e progettualità. Il tutto era stato recuperato solo grazie alla buona volontà delle comunità locali. Di tutta la provincia, per la quale si spese per una grande riorganizzazione, il Sovrano scelse e si commosse proprio davanti alla storia di Borbona. La città non esisteva più da oltre trent’anni quindi avrebbe senz’altro potuto spendersi, come pure fece, per migliorare le condizioni degli altri paesi ancora danneggiati. Ma l’idea di far rinascere un paese dal nome così evocativo e  dargli nuova vita così da legare a quel nome per sempre il Suo fu forte. E fu così che immediatamente, appena salito al trono, Carlo di Borbone avviò la completa ricostruzione della città di Borbona che ancora oggi vive di una fulgida bellezza e che non ha nei secoli dimenticato tanta Sovrana benevolenza.

Le tecniche da allora in avanti adottate dai Borbone per costruire/ricostruire palazzi con metodi antisismici (oggi rivalutati anche dal CNR) non furono evidentemente nei secoli più prese in considerazione. Dovremmo cercare di adottare sempre, ad ogni ricostruzione, le migliori tecniche disponibili per costruire in sicurezza come da subito Carlo di Borbone prima e Re Ferdinando I poi, fecero per il loro Regno.

Quest’anno Borbona ha subito diversi danni per gli eventi sismici di ottobre. Oggi (18/11/2016) proprio mentre questo articolo viene completato le cronache ci danno notizia di una nuova scossa con epicentro proprio a 5 km da Borbona. Ringraziando il cielo comunque questa città ha subito danni in maniera ridotta rispetto ad altri paesi limitrofi. Dopo trecento anni anche SAR il Principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie è stato, insieme al Sacro Ordine Costantiniano di San Giorgio, tra i primi ad intervenire per dare sostegno alle popolazioni terremotate proprio come fece il suo omonimo ed augusto Avo. Un legame con questi territori che non si spezzerà mai.

 

Daniele E. Iadicicco



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